Richiedi il controllo del tuo impianto fotovoltaico online
Un check-up del fotovoltaico su due piani: quanto sta producendo davvero e se le carte sono in ordine. Lo esegue un Tecnico abilitato della nostra rete e si chiude con un report che puoi mettere in mano a un acquirente, a un perito o a te stesso.
e posizione documentale
Cos'è il controllo di un impianto fotovoltaico
Il fotovoltaico è l'unico impianto di casa che nessuno guarda mai. Non fa rumore, non si spegne, non chiede manutenzione evidente: continua a produrre qualcosa anche quando metà del suo potenziale è andato perso. Per questo il problema non si manifesta come un guasto, ma come una lenta erosione che si nota solo confrontando i numeri.
Il controllo lavora su due piani. Il primo è tecnico: verificare che moduli, cavi, connettori, quadri e inverter siano in condizioni di sicurezza e stabilire se la produzione reale è coerente con quella attesa. Il secondo è documentale: ricostruire la posizione amministrativa dell'impianto, che con il passare degli anni tende a disallinearsi dalla realtà.
Il secondo piano è quello che sorprende di più i proprietari. Un impianto può funzionare benissimo ed essere comunque privo della dichiarazione di conformità, censito con dati superati presso il gestore di rete oppure intestato a chi ha venduto casa cinque anni fa. Sono cose che non si notano finché qualcuno non le chiede.
Cosa vale per il tuo impianto
Gli obblighi cambiano in base alla potenza e alla destinazione dell'impianto. Muovi i selettori e vedi cosa vale nel tuo caso.
Sotto la soglia degli 11,08 kW la protezione è di norma integrata nell'inverter e si affida all'autotest: la verifica con cassetta prova relè non è richiesta.
Fino a 20 kW l'impianto non costituisce officina elettrica ai fini fiscali: nessun adempimento presso l'Agenzia delle Dogane.
Senza officina elettrica non c'è obbligo dichiarativo verso l'Agenzia delle Dogane.
Ogni impianto connesso alla rete deve risultare correttamente censito presso il gestore della rete e il regolamento di esercizio deve essere intestato al titolare attuale. È uno dei disallineamenti più frequenti dopo una compravendita.
L'impianto fotovoltaico è a tutti gli effetti un impianto elettrico: rientra nel d.m. 37/2008 e deve essere accompagnato dalla dichiarazione rilasciata dall'impresa installatrice, completa dei suoi allegati.
Se sull'impianto insistono convenzioni con il GSE, ogni trasferimento di proprietà richiede il cambio di titolarità. Non avviene in automatico con il rogito e trascurarlo mette a rischio i pagamenti.
Le situazioni più frequenti
Il fotovoltaico non si spegne: cala. E il calo si nota solo guardando i numeri.
Produce meno di prima
Il calo di resa raramente ha una causa sola: ombreggiamenti nuovi, sporcizia, moduli degradati, stringhe scollegate oppure un inverter che lavora male. Il controllo serve a capire quale.
Stai comprando casa con il fotovoltaico
L'impianto entra nel prezzo, ma quasi nessuno verifica se è in regola, se produce ancora e se gli incentivi sono trasferibili. Vale la pena saperlo prima del preliminare.
Stai vendendo
Il trasferimento dell'impianto e delle convenzioni non avviene in automatico con il rogito: va gestito, altrimenti i pagamenti si fermano.
Sono passati cinque anni
Sopra gli 11,08 kW la verifica periodica delle protezioni di interfaccia ha cadenza quinquennale. Molti proprietari scoprono la scadenza solo quando arriva il sollecito.
Non trovi i documenti
Impianti installati dieci o quindici anni fa, imprese cessate, pratiche mai archiviate: ricostruire la posizione documentale è metà del lavoro.
Hai notato qualcosa di anomalo
Connettori anneriti, odore di bruciato, interventi ripetuti delle protezioni: sono segnali che vanno guardati subito, non alla prossima manutenzione.
Cosa comprende il controllo
Un impianto può produrre bene ed essere privo di documenti, oppure avere le carte in ordine e rendere il sessanta per cento. Guardiamo entrambe le cose.
- Ispezione di moduli, strutture di fissaggio, cavi, connettori e quadri di stringa
- Controllo di inverter, protezioni, messa a terra e, dove presente, sistema di accumulo
- Confronto tra produzione attesa e produzione reale, per isolare le cause del calo di resa
- Verifica periodica del sistema di protezione di interfaccia, dove dovuta
- Titolo abilitativo dell'installazione e coerenza con l'assetto attuale dell'impianto
- Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico e allegati obbligatori
- Censimento presso il gestore di rete e regolamento di esercizio intestato correttamente
- Convenzioni GSE attive, cambi di titolarità e adempimenti fiscali dove previsti
Se il controllo non si fa
Nessuno di questi problemi si presenta come un guasto: arriva in ritardo, sotto forma di incentivo sospeso, produzione persa o trattativa indebolita.
Gli incentivi che si fermano
La mancata esecuzione delle verifiche periodiche sulle protezioni di interfaccia può portare alla sospensione degli incentivi erogati dal GSE. È una conseguenza sproporzionata rispetto al costo della verifica.
La voltura dimenticata dopo il rogito
Il cambio di titolarità presso il GSE non segue automaticamente l'atto notarile. Se nessuno lo gestisce, i pagamenti restano intestati a chi ha venduto e la posizione va sanata a posteriori.
La posizione fiscale scoperta
Sopra i 20 kW l'impianto rileva ai fini delle accise. Dal 2026 la dichiarazione dei consumi è passata da annuale a semestrale: chi ha continuato con il vecchio ritmo si trova con una posizione irregolare.
Anni di produzione persi
Una stringa scollegata o un inverter che lavora male non spengono l'impianto: lo fanno produrre meno. Senza un confronto con la resa attesa il problema resta invisibile per stagioni intere.
Il rischio che non si vede
Connettori mal serrati e cavi degradati sono tra le cause più frequenti di principio di incendio sugli impianti in copertura. Sono anche tra le più semplici da intercettare con un'ispezione.
Lo sconto chiesto al rogito
Un acquirente che scopre un impianto senza documenti usa la cosa come leva sul prezzo. Presentarsi con un report in mano ribalta la conversazione.
Cosa serve per iniziare
Se non hai nulla non è un problema: ricostruire la posizione dell'impianto fa parte del servizio. Questo è ciò che accorcia i tempi.
Non trovi i documenti?
Ricostruiamo noi la posizione dell'impiantoDalla richiesta al report
Cinque fasi, un unico interlocutore. Seleziona una fase per leggere cosa succede in quel passaggio.
Potenza, anno di installazione, motivo del controllo e documenti che hai già. Bastano pochi minuti, senza registrazione e senza pagare nulla.
Il servizio è digitale. La verifica è di una persona.
Il fotovoltaico è un impianto elettrico connesso alla rete: la parte tecnica va affidata a chi ha le abilitazioni per operare in sicurezza su moduli, quadri e inverter, e per eseguire, dove dovuta, la verifica delle protezioni di interfaccia con strumentazione certificata.
La rete Immodoc verifica queste abilitazioni in fase di accreditamento e tiene insieme la parte tecnica e quella documentale sotto un solo interlocutore: tu ricevi un report unico, non due fornitori da coordinare. La pratica è assegnata al Tecnico più vicino all'impianto.
Professionisti abilitati
Tecnici con le abilitazioni per operare sull'impianto elettrico e sulle protezioni.
Verifica sul campo e sui numeri
Sicurezza dei componenti e confronto tra produzione attesa e reale.
Assegnazione per prossimità
Il controllo lo fa chi lavora sul territorio del tuo immobile.
Report messo per iscritto
Quello che emerge resta documentato, non affidato a un parere a voce.
Fascicolo Casa
Via Roma 12, Milano
Molto più di un semplice PDF via email
Report, dichiarazioni e pratiche finiscono nel Fascicolo Digitale del tuo immobile, dove restano leggibili anche fra dieci anni.
Sempre disponibile: Ritrovi i documenti quando ti serviranno davvero: al rogito, in banca, davanti a un perito.
Condivisione facile: Li invii all'acquirente, all'agenzia o al perito con un click dalla piattaforma.
Storico dell'impianto: Ogni controllo successivo si aggiunge in ordine e rende leggibile la vita dell'impianto.
Prima il preventivo, poi il pagamento
Richiedere il preventivo è gratuito. Il Tecnico ti scrive con tempi, costi e voci separate tra verifica tecnica e documentale, tu chiarisci ogni dubbio con lui e solo quando accetti la proposta si passa al pagamento.
Circuiti certificati
Le transazioni passano da provider di pagamento certificati, con autenticazione forte del cliente.
Nessun dato di carta da noi
I dati della carta non transitano né vengono conservati sui nostri sistemi.
Connessione cifrata
Le foto e i documenti che carichi viaggiano su connessione protetta e restano nella tua area riservata.
Dati trattati secondo il GDPR
Condividiamo con il Tecnico solo ciò che serve alla pratica. Nulla viene ceduto a terzi.
Non confonderlo con altro
Intorno al fotovoltaico girano parole che indicano cose diverse. Confonderle porta a spendere male.
Pulire non è verificare
La manutenzione tiene l'impianto in efficienza, il controllo ne certifica lo stato e ne ricostruisce la posizione. Un impianto pulito e ben manutenuto può essere comunque privo dei documenti che servono a venderlo o a mantenere gli incentivi.
Una parte, non il tutto
La verifica periodica del sistema di protezione di interfaccia è un adempimento specifico che riguarda gli impianti sopra gli 11,08 kW. Il controllo la comprende quando è dovuta, ma guarda anche a produzione, sicurezza e carte.
L'attestato non guarda l'impianto
L'attestato di prestazione energetica valuta la prestazione dell'edificio e tiene conto della produzione da rinnovabili in modo convenzionale. Non dice se i moduli funzionano, se i connettori sono in ordine o se le pratiche sono a posto.
Fotografa il giorno zero
Il collaudo attesta che l'impianto è stato realizzato correttamente al momento dell'installazione. Dopo dieci anni di sole, vento e cicli termici, quel documento racconta un impianto che non esiste più nella stessa forma.
Il portale dice quanto, non perché
L'app dell'inverter mostra i numeri della produzione. Serve un tecnico per stabilire se quei numeri sono coerenti con la potenza installata, con l'esposizione e con l'età dell'impianto e per capire da dove arriva la differenza.
Domande Frequenti
Non esiste un obbligo generale di controllo periodico paragonabile a quello della caldaia. Esiste però un adempimento preciso: per gli impianti sopra gli 11,08 kW connessi in bassa tensione la verifica del sistema di protezione di interfaccia ha cadenza quinquennale. Al di là dell'obbligo, un controllo ogni tre o quattro anni intercetta i cali di resa prima che diventino stagioni intere di produzione persa.
Una perdita di rendimento fisiologica esiste ed è nell'ordine di frazioni di punto percentuale l'anno. Quando il calo è più marcato o improvviso, le cause tipiche sono altre: ombreggiamenti sopraggiunti, sporcizia, moduli con difetti, connettori ossidati, una stringa fuori servizio oppure un inverter che lavora in modo anomalo. Il controllo serve esattamente a distinguere il degrado normale da un problema.
Tre cose. Se l'impianto è in regola dal punto di vista amministrativo, cioè autorizzato, censito presso il gestore di rete e dotato di dichiarazione di conformità. Se produce ancora quello che dovrebbe. E se ci sono convenzioni con il GSE, perché in quel caso il trasferimento va gestito con una procedura dedicata che non si attiva da sola con il rogito.
Vanno trasferiti al nuovo titolare con una procedura sul portale del GSE. Non è automatica e ha dei passaggi propedeutici, a partire dalla voltura del contratto di fornitura elettrica: se il contatore risulta ancora intestato al venditore la pratica si blocca. Conviene impostarla prima del rogito e far riferimento all'impianto già nell'atto.
È il controllo del dispositivo che scollega l'impianto dalla rete quando tensione e frequenza escono dai valori ammessi. Per gli impianti oltre gli 11,08 kW va eseguita con strumentazione certificata ogni cinque anni e l'esito va trasmesso al gestore di rete. Sotto quella soglia la protezione è di norma integrata nell'inverter e affidata all'autotest.
Sopra i 20 kW l'impianto rileva ai fini delle accise e comporta di norma l'apertura di una posizione di officina elettrica, con licenza, diritto annuale e dichiarazione dei consumi. Dal 1° gennaio 2026 quella dichiarazione è diventata semestrale. Per gli impianti a servizio di abitazioni in autoconsumo la posizione va inquadrata caso per caso: è tra le prime cose che verifichiamo.
Dipende da cosa ti serve. La verifica documentale si fa a distanza e spesso è già sufficiente per una compravendita. La parte tecnica richiede il sopralluogo, perché componenti, collegamenti e stato dei materiali si guardano da vicino. Nel preventivo separiamo le due voci, così scegli tu il livello di approfondimento.
Un report che descrive lo stato dell'impianto, le anomalie rilevate con il loro grado di priorità, il confronto tra resa attesa e reale e l'elenco degli adempimenti da mettere in ordine. Il documento resta nel Fascicolo Digitale dell'immobile ed è condivisibile con acquirenti, periti e agenzie.
Il preventivo è gratuito e senza impegno. Il costo dipende dal tipo e dalla dimensione dell'impianto, dalla sua accessibilità, dal fatto che serva o meno il sopralluogo e dall'ampiezza della ricostruzione documentale necessaria. Nel preventivo trovi le voci separate, così decidi cosa includere.
Il tuo fotovoltaico produce quanto dovrebbe?
Richiedi un preventivo gratuito: un Tecnico della rete verifica produzione, sicurezza e posizione documentale dell'impianto e ti consegna un report. Tu sai a che punto sei.
Riferimenti normativi citati in questa pagina
- Norme CEI 0-21 e CEI 0-16, regole di connessione e sistemi di protezione di interfaccia
- Delibera ARERA 786/2016/R/EEL, verifiche periodiche dei sistemi di protezione di interfaccia
- D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, dichiarazione di conformità degli impianti elettrici
- D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo Unico Accise), art. 52, officina elettrica e soglia dei 20 kW
- D.Lgs. 28 marzo 2025, n. 43, dichiarazione dei consumi semestrale dal 1° gennaio 2026
- Circolare ADM n. 9/2026, indicazioni operative sulla dichiarazione dei consumi
- D.Lgs. 25 novembre 2024, n. 190, regimi amministrativi per le fonti rinnovabili
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e sono aggiornate alla data di pubblicazione. Obblighi e cadenze dipendono da potenza, configurazione e disciplina regionale: la valutazione puntuale spetta al Tecnico incaricato.