Pratica GSE per il Conto Termico: cos'è, quando serve e come ottenerla
La Pratica GSE per il Conto Termico è la domanda con cui ottieni dal GSE un contributo diretto sui lavori di efficienza energetica e rinnovabili. Ecco come funziona.
La Pratica GSE per il Conto Termico è la domanda con cui si richiede al GSE — il Gestore dei Servizi Energetici, la società pubblica che gestisce gli incentivi per l'energia in Italia — un contributo economico diretto a fronte di interventi di efficientamento energetico o di produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti.
A differenza dei bonus edilizi, qui non si parla di una detrazione fiscale recuperata in dichiarazione dei redditi: il Conto Termico è un contributo erogato dal GSE tramite bonifico sul conto corrente del beneficiario, in un'unica soluzione o in poche rate annuali. È per questo che, sulla piattaforma Immodoc, l'iter rientra tra le Pratiche GSE e non va confuso con la Pratica ENEA, che riguarda invece le detrazioni fiscali.
Il meccanismo, introdotto per la prima volta nel 2012, è oggi disciplinato dal Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 224 del 26 settembre 2025), in vigore dal
25 dicembre 2025
in sostituzione del precedente Conto Termico 2.0 (D.M. 16 febbraio 2016). Le richieste si presentano attraverso il portale
PortalTermico
del GSE.
A che cosa serve e quando conviene
Il Conto Termico ha una doppia finalità: da un lato spingere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e l'uso di fonti rinnovabili per il riscaldamento; dall'altro restituire al beneficiario una quota significativa della spesa sostenuta, con tempi di rientro in genere più rapidi rispetto alle detrazioni fiscali decennali.
In generale, è uno strumento che può convenire quando:
si sostituisce un vecchio impianto di riscaldamento con una soluzione più efficiente o alimentata da fonti rinnovabili (ad esempio una pompa di calore);
si vuole un contributo “liquido” in tempi contenuti, anziché uno sconto fiscale spalmato su più anni;
l'intervento è di piccola taglia e rientra nelle procedure semplificate previste dal decreto;
il richiedente è un soggetto che, a seconda del caso, può trovare nel Conto Termico una convenienza superiore rispetto all'Ecobonus o al Bonus Casa.
È bene ricordare che il Conto Termico è una misura permanente e senza scadenza, soggetta però a un budget annuale (per il 2026 pari a circa 900 milioni di euro, ripartiti tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati): all'esaurimento dei fondi, le nuove richieste possono essere riaccodate al periodo successivo.
Quali interventi sono incentivabili
Gli interventi ammessi dal Conto Termico 3.0 si dividono, in linea di massima, in due grandi famiglie. Tra i principali rientrano:
Efficientamento energetico dell'involucro e degli impianti (in genere per edifici della Pubblica Amministrazione e, con il nuovo decreto, anche per le imprese del terziario): isolamento di pareti e coperture, sostituzione di finestre e infissi, sistemi di building automation, schermature solari;
Produzione di energia termica da fonti rinnovabili (ammessa anche per gli edifici residenziali privati): pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, impianti solari termici, generatori a biomassa, sistemi ibridi;
Tecnologie di nuova introduzione, come gli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, ma solo in abbinamento alla sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con pompe di calore.
Le tecnologie installate devono rispettare requisiti minimi di prestazione ed emissioni fissati dal decreto e dalle relative norme tecniche. Per gli interventi di piccola taglia (ad esempio generatori fino a 35 kW o sistemi solari fino a 50 m²), l'installazione di apparecchi presenti nel Catalogo degli apparecchi domestici pubblicato dal GSE consente una procedura ancora più semplice, con precompilazione automatica dei dati nella scheda-domanda.
Quanto vale l'incentivo e come viene erogato
L'importo non è una percentuale fissa uguale per tutti: viene calcolato dal GSE sulla base di parametri standardizzati (in genere €/kW di potenza installata o €/m² di superficie), entro massimali di spesa differenziati per tipologia di intervento. In termini generali, il contributo può coprire fino al 65% della spesa per i soggetti privati e arrivare fino al 100% per alcune categorie di immobili pubblici (ad esempio quelli dei piccoli Comuni).
Quanto all'erogazione, a seconda dell'importo:
se l'incentivo calcolato non supera i 15.000 euro, il GSE lo eroga in un'unica rata (con il Conto Termico 2.0 la soglia era di 5.000 euro): è il caso della grande maggioranza degli interventi domestici, come la sostituzione della caldaia con una pompa di calore;
per importi superiori, l'erogazione avviene in rate annuali costanti (da 2 a 5 a seconda del tipo di intervento).
Un punto da chiarire sempre con il cliente: il Conto Termico non è cumulabile con altre agevolazioni statali sulle stesse spese. In pratica, per lo stesso intervento occorre scegliere o il Conto Termico (Pratica GSE) o la detrazione fiscale con la relativa Pratica ENEA. È una valutazione di convenienza che va fatta caso per caso, prima di avviare i lavori.
Il ruolo del Tecnico abilitato
Il Conto Termico non è un semplice modulo da compilare. Per accedere all'incentivo è in genere necessaria un'asseverazione di un Tecnico abilitato (geometra, perito, architetto o ingegnere), che attesti la conformità dell'intervento ai requisiti del decreto e, nei casi previsti, la coerenza della documentazione tecnica (diagnosi energetica, APE post-operam, schede tecniche degli apparecchi). È il Tecnico, inoltre, che può predisporre e trasmettere la domanda sul PortalTermico per conto del beneficiario.
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Come si ottiene la Pratica GSE per il Conto Termico
Il percorso, in sintesi, si articola così:
Verifica di ammissibilità — un Tecnico controlla che edificio e intervento rientrino tra quelli incentivabili e che le tecnologie scelte rispettino i requisiti del decreto.
Realizzazione dell'intervento — i lavori vengono eseguiti e si raccolgono fatture, documentazione tecnica e prove dei pagamenti. Tra i documenti da conservare rientra la dichiarazione di conformità dell'impianto termico rilasciata dall'installatore a fine lavori.
Predisposizione della domanda — si compila la scheda-domanda sul PortalTermico, allegando asseverazione e documentazione richiesta (per gli apparecchi a Catalogo, parte dei dati è precompilata).
Invio al GSE — la richiesta di accesso diretto va trasmessa, di norma, entro 90 giorni dalla conclusione dell'intervento (termine ampliato dal Conto Termico 3.0 rispetto ai 60 giorni del 2.0).
Verifica ed erogazione — il GSE verifica requisiti e congruità dei costi e, in caso di esito positivo, eroga il contributo tramite bonifico.
Tempi
I tempi dipendono da più fattori: la complessità dell'intervento, la completezza della documentazione e i tempi di lavorazione del GSE. In linea di massima, per gli importi più contenuti erogati in rata unica il rientro è relativamente rapido; per gli importi maggiori l'erogazione si distribuisce su più annualità. Per questo, più che indicare un numero fisso, conviene impostare correttamente la pratica fin dall'inizio: una domanda completa e ben asseverata riduce il rischio di richieste di integrazione e di allungamento dei tempi.
La Pratica GSE per il Conto Termico con Immodoc
Con Immodoc la domanda di Conto Termico la presentiamo noi. Un Tecnico abilitato della nostra Rete verifica se sei ancora nei 90 giorni dalla fine lavori e se l'intervento rientra tra quelli incentivabili, controlla fatture, bonifici e schede tecniche, invia la domanda sul PortalTermico e segue la pratica fino al bonifico del GSE, rispondendo alle eventuali richieste di integrazione. Prezzi, casi esclusi e domande frequenti li trovi nella pagina del servizio Pratica GSE per il Conto Termico.
Come per ogni servizio richiesto sulla piattaforma, i documenti prodotti vengono archiviati automaticamente nel tuo Fascicolo Digitale dell'Immobile, pronti per quando serviranno di nuovo — una compravendita, un mutuo, un controllo o un nuovo intervento.
Autore
VG
Valerio Giannoni
Content Manager
Laureato in Scienze Ambientali, ha lavorato presso studi tecnici di ingegneria, geologia e in ambito energetico e ambientale. Appassionato di tecnologie, informatica, scrittura, musica. Lavora nel Gruppo Immobilgreen dal 2017.