Che cos'è la Dichiarazione di Conformità dell'impianto termico
La Dichiarazione di Conformità dell'impianto termico (spesso abbreviata in DiCo) è il documento con cui l'impresa installatrice abilitata attesta di aver realizzato l'impianto a regola d'arte, nel rispetto delle norme tecniche e di sicurezza. La rilascia al committente al termine dei lavori, sia per gli impianti nuovi sia per quelli trasformati, ampliati o sottoposti a manutenzione straordinaria.
La disciplina è quella del DM 22 gennaio 2008, n. 37, in vigore dal 27 marzo 2008. Il decreto considera insieme gli impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione, comprese le opere per l'evacuazione dei fumi e delle condense e quelle di ventilazione e aerazione dei locali. In pratica rientrano qui la caldaia e i termosifoni, i pannelli radianti, le pompe di calore, i climatizzatori, le stufe a pellet con la loro canna fumaria e i pannelli solari termici.
Quando la caldaia è a gas, l'impianto termico e quello gas si toccano: la parte che porta il gas fino alla caldaia segue le regole dell'impianto gas. Se l'installatore è abilitato per entrambi, di solito la dichiarazione copre tutte e due le parti. La rete che porta l'acqua a rubinetti e sanitari appartiene invece all'
impianto idrico
.
Come per gli altri impianti, la DiCo fotografa l'impianto nel momento in cui viene realizzato o modificato: non è una verifica periodica e non attesta lo stato attuale dell'impianto. Per questo non sostituisce il libretto di impianto né il controllo di efficienza energetica che il manutentore esegue nel tempo.
Quando serve
Le situazioni più frequenti in cui viene rilasciata o richiesta:
Installazione o sostituzione del generatore: nuova caldaia, pompa di calore o stufa a pellet. È il caso più comune e la dichiarazione riguarda l'intervento eseguito;
Climatizzatori: anche l'installazione di un condizionatore è un intervento sull'impianto termico e richiede la dichiarazione dell'impresa;
Rifacimento o trasformazione: per esempio il passaggio dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo oppure l'ampliamento dell'impianto a nuovi locali;
Agibilità: la dichiarazione di conformità degli impianti è tra i documenti previsti per la segnalazione certificata di agibilità (art. 9 del DM 37/2008);
Compravendita e locazione: non c'è più l'obbligo di allegarla all'atto, ma acquirenti, agenzie e Notai la chiedono spesso. È uno dei documenti che rendono un immobile idoneo alla compravendita;
Incentivi per l'efficienza energetica: quando si sostituisce la caldaia o si installa una pompa di calore con un'agevolazione, la dichiarazione dell'impresa fa parte della documentazione dei lavori.
DiCo, libretto e catasto: i documenti dell'impianto termico
L'impianto termico è quello con più documenti e spesso si fa confusione. Quando viene installato un nuovo generatore, l'installatore rilascia la DiCo per i lavori eseguiti e compila il libretto di impianto, che da quel momento accompagna l'impianto e registra manutenzioni e controlli. In molte Regioni l'impianto va anche registrato nel catasto regionale degli impianti termici.
Sono documenti diversi con funzioni diverse: la DiCo dice come è stato realizzato l'intervento, il libretto racconta la vita dell'impianto. Averne uno non sostituisce l'altro.
Per climatizzatori e pompe di calore c'è un ulteriore requisito: chi interviene sul circuito del gas refrigerante deve avere anche la certificazione F-gas e comunicare l'intervento alla banca dati nazionale dedicata. Conviene verificarlo quando si sceglie l'installatore.
Caldaia murale con tubazioni di collegamento all'impianto di riscaldamento
Cosa contiene
La dichiarazione si redige sul modello ministeriale del DM 37/2008 e va sempre accompagnata dai suoi allegati obbligatori:
Progetto dell'impianto: il DM 37/2008 richiede che lo rediga un professionista iscritto all'albo quando l'impianto è collegato a canne fumarie collettive ramificate o, per la climatizzazione, quando la potenza frigorifera raggiunge le 40.000 frigorie/ora (art. 5). Negli altri casi può redigerlo il responsabile tecnico dell'impresa. Le norme sull'efficienza energetica possono richiedere documenti progettuali ulteriori;
Relazione sui materiali: generatore, tubazioni, terminali e componenti impiegati, con i riferimenti alle norme di prodotto;
Schema dell'impianto realizzato: utile anche per manutenzioni e interventi futuri;
Riferimenti a dichiarazioni precedenti: se l'intervento riguarda solo una parte dell'impianto, come accade quasi sempre quando si sostituisce la caldaia;
Requisiti dell'impresa: copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali.
Prima del rilascio l'installatore verifica la tenuta e il funzionamento dell'impianto, il corretto scarico dei fumi e delle condense e, per gli apparecchi a combustione, l'aerazione dei locali.
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Chi la rilascia e quali obblighi ha l'impresa
Può rilasciarla solo l'impresa abilitata per gli impianti termici ai sensi dell'art. 3 del DM 37/2008 che ha eseguito materialmente i lavori. Se l'intervento tocca anche la parte gas o quella elettrica, servono le abilitazioni corrispondenti. Il proprietario non può autocertificare il proprio impianto.
L'impresa deve consegnare la dichiarazione al committente al termine dei lavori. Se l'edificio ha già l'agibilità, entro 30 giorni dalla fine dei lavori la deposita anche presso lo Sportello Unico per l'Edilizia del Comune (art. 11). La mancata o incompleta emissione della dichiarazione è punita con una sanzione amministrativa da 100 a 1.000 euro (art. 15).
DiCo termico introvabile o ditta non più in attività: cosa fare
Succede spesso con caldaie sostituite più volte negli anni o con impianti installati da imprese che hanno chiuso. La strada dipende da due fattori: se una copia è ancora recuperabile e quando è stato realizzato l'intervento.
Primo passo: cercare una copia. Prima di pensare a un documento sostitutivo conviene verificare:
presso l'impresa installatrice, anche se ha cessato l'attività: l'ex titolare o il responsabile tecnico possono averne conservato una copia;
nel libretto di impianto, che riporta i dati dell'installazione e dell'installatore: anche quando la dichiarazione non c'è, aiuta a risalire a chi ha fatto il lavoro;
presso il Comune, se è stata depositata allo Sportello Unico o allegata a una pratica edilizia o di agibilità: si recupera con un'istanza di Accesso agli Atti;
presso l'amministratore di condominio, per gli impianti centralizzati.
Intervento anteriore al 27 marzo 2008: la Dichiarazione di Rispondenza. Se la copia non si trova, per gli impianti realizzati prima del DM 37/2008 la norma prevede un documento sostitutivo, la Dichiarazione di Rispondenza (DiRi), disciplinata dall'art. 7, comma 6. La rilascia, dopo sopralluogo e accertamenti, un professionista iscritto all'albo con almeno cinque anni di esperienza nel settore oppure, per gli impianti che non richiedono il progetto di un professionista, il responsabile tecnico di un'altra impresa abilitata con almeno cinque anni nel ruolo. Per la parte gas di una caldaia trovi i dettagli nella guida alla Dichiarazione di Rispondenza dell'impianto gas.
Intervento successivo al 27 marzo 2008: niente rispondenza. Per gli interventi più recenti la DiRi non è ammessa. Se la copia non è recuperabile, serve un'impresa abilitata che verifichi l'impianto, lo adegui dove necessario e rilasci una nuova Dichiarazione di Conformità per i lavori che esegue.
Impianto modificato nel tempo. È la situazione tipica: impianto originario anteriore al 2008 e caldaia sostituita dopo. La sostituzione ha la sua DiCo; per la parte preesistente può servire una DiRi. È una valutazione che spetta al Tecnico dopo il sopralluogo.
Come si ottiene
Ricostruisci la storia dell'impianto: anno di realizzazione, sostituzioni della caldaia o di altri generatori, documenti in tuo possesso (libretto, vecchie dichiarazioni, fatture);
Individua il documento giusto: la DiCo per lavori nuovi o se una copia è recuperabile, la DiRi se l'impianto è anteriore al 2008 e la dichiarazione manca;
Affida l'incarico al soggetto abilitato: l'impresa installatrice per la DiCo, il professionista o il responsabile tecnico con i requisiti richiesti per la DiRi;
Sopralluogo e verifiche: generatore, tubazioni e terminali, scarico dei fumi e delle condense, aerazione dei locali;
Rilascio con gli allegati: ricevi la dichiarazione firmata con gli allegati obbligatori. Se è stato installato un nuovo generatore, controlla che sia stato aggiornato anche il libretto di impianto.
Tubazioni del gas a vista collegate alla caldaia murale
Tempi e costi
Tempi e costi non sono standardizzabili. Dipendono dal tipo di generatore e dalla dimensione dell'impianto, dal numero di terminali, dall'accessibilità di scarichi e canne fumarie, dalla documentazione di partenza disponibile e dall'eventuale necessità di adeguamenti. Se serve recuperare una copia in Comune, i tempi di risposta del Comune possono variare da pochi giorni a più di 30 giorni a seconda del Comune. Per questo conviene partire da un preventivo che fotografi il caso reale.
La Dichiarazione di Conformità con Immodoc
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Termosifone in ghisa con valvola termostatica in un'abitazione
Il sopralluogo è sempre necessario: è la norma a richiederlo e chi firma lo fa sotto la propria responsabilità. Se l'impianto non è in condizioni di essere dichiarato, te lo diciamo prima. A lavoro concluso la dichiarazione con i suoi allegati viene archiviata nel tuo Fascicolo Digitale dell'Immobile, pronta per il Notaio, la banca o le pratiche per gli incentivi.
Imprenditore del mondo digital e della green economy. Laureato all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata in Economia e management nel 2011, si specializza con un Master in Facility Management ed efficienza energetica. Entra in Sol.teck e sviluppa il ramo d’azienda del fotovoltaico residenziale e O&M per i grandi impianti, realizzando in pochi anni oltre 500 impianti per risparmio energetico e fotovoltaico.
Founder del portale abbassalebollette.it, punto di riferimento in Italia per quanto riguarda la comparazione di tariffe luce e gas e la più evoluta piattaforma per la simulazione di impianti per il risparmio energetico. Nel 2016 Abbassalebollette.it viene acquisito da un fondo attivo nel settore energetico. Sempre nel 2016 fonda Immobilgreen.it, il primo motore di ricerca di case ecosostenibili, valorizzando gli immobili con caratteristiche energetiche elevate rispetto agli immobili classici. Immobilgreen.it diventa presto il riferimento italiano per la bioedilizia, con la più vasta raccolta di modelli in legno e prefabbricati proposti dai costruttori su scala nazionale. Una divisione del gruppo immobilgreen.it dedicata alla certificazione energetica (APE) diventa nel 2018 Apefacile.it, il servizio N°1 per la certificazione energetica in Italia. Nel 2021 costruisce una divisione dedicata alla riqualificazione energetica degli edifici chiamata paginegreen360.it, poi acquisita dalla squadra di Davide Calabrò di Soluzionigreen.it.
Fabio Tantari è autore dei libri “Case Prefabbricate in legno tutta la verità” (2018) e “Guida Pratica alla certificazione energetica” (2022).
Dichiarazione di Conformità dell'impianto termico (DiCo): cos'è, quando serve e come ottenerla | Blog Immodoc